Michela Roth è ormai la maestra più famosa d'Italia. Il motivo della sua fama non rientra nei canonici meriti didattici, ma lei è famosa perchè qualche genitore di qualche suo alunno ha trovato le sue foto sulla rete in modalità "lato B".
Nel paese delle chiese è scattata subito la scomunica preventiva, moltissimi genitori hanno ritirato i loro figli dalla classe.
Michela Roth si è difesa da par suo, dicendo che lei fa come secondo lavoro la modella (solo in estate, ha precisato) e praticamente solo in America, paese di cui è originaria. E il suo curriculum d'altronde è inattaccabile.
E poi, diciamola tutta. Ma voi sareste così dispiaciuti di avere a che fare con una maestra come lei? Sicuramente vostro figlio sarebbe molto seguito. No?
Un animaletto domestico, docile, obbediente. Il suo sorriso si intravede dall’alto di un paio di jeans a vita bassa, oppure dal basso di una gonna spiritosa. Quando esce al guinzaglio della sua padroncina tutti l’ammirano per quello che è. Una meraviglia della natura, i due emisferi delle vecchie carte geografiche della scuola della nostra infanzia, due mondi che si abbracciano e si strofinano. Come la luna è la nostra compagna nelle notti insonni d’estate, così queste lune gemelle sono il pianeta attorno al quale noi satelliti mortali sognamo di appartenere, ogni volta che le vediamo discendere e risalire, ora una, ora l’altra, che giocano con la nostra fantasia e il nostro desiderio. Ma ci dobbiamo accontentare di ruotargli attorno, anche per l’eternità. Una torta alla panna, che ci ondeggia davanti agli occhi e che un paio di tacchi a spillo strappa via dal nostro respiro mozzato.
mercoledì 21 marzo 2012
Amiche di Passione per il culo - Sarah
Vorrei presentarvi Sarah. Una bella ragazza, che si presenta piuttosto bene (e se non mi credete, guardate la foto qui a sinistra) ed è piuttosto giovane, ha solo 22 anni.
Sembra che muoia dalla curiosità per tutto ciò che riguarda il sesso ed il divertimento, anche solo on-line, se siete particolarmente timidi. Io la conosco personalmente e vi posso garantire che vale la pena di conoscerla.
Anche perchè lei è proprio di quelle donne alle quali piace chi adora il culo.
Non vi garantisco niente, ma se giocate bene le vostre carte... insomma, quello che dovete fare per contattarla è cliccare QUI.
Buon divertimento! E ditele che la saluta Geeno. Vi farà un bel sorriso!
Sembra che muoia dalla curiosità per tutto ciò che riguarda il sesso ed il divertimento, anche solo on-line, se siete particolarmente timidi. Io la conosco personalmente e vi posso garantire che vale la pena di conoscerla.
Anche perchè lei è proprio di quelle donne alle quali piace chi adora il culo.
Non vi garantisco niente, ma se giocate bene le vostre carte... insomma, quello che dovete fare per contattarla è cliccare QUI.
Buon divertimento! E ditele che la saluta Geeno. Vi farà un bel sorriso!
martedì 20 marzo 2012
Diane 2 - I cioccolatini
Sul lavoro era una tosta, Diane. Sempre concentrata, sempre
tutto sotto controllo. Se c’è un problema da qualche parte, si fa in quattro
per risolverlo. Poi è sempre lì a spronare tutti a concentrarsi e a lavorare
bene. Insomma, una brava ragazza, ma anche una bella rompipalle!
-
Secondo me gli manca qualcosa – mi dice Enrico alla
macchinetta del caffè.
-
Lo penso anche io – gli dico ammiccando.
-
Sai se questa ti prende? Ti gira e ti rigira come un
calzino! – mi fa lui scoppiando a ridere.
Io invece non l’ascoltavo più. Avevo cominciato a pensare a
questa cosa e, come sempre, la curiosità mi iniziava a divorare. Chissà cosa ti
faceva lei se veramente ti avesse messo le mani addosso.
Enrico mi conosceva abbastanza bene e sapeva che poi alla
fine io ci provavo sempre. Non sono mai stato uno che ci provava con
tutte, come sempre devo capire
dall’altra parte se c’è terreno fertile. Non mi piacciono i due di picche né le
perdite di tempo.
Come insegnano nelle scuole di pugilato, se l’avversario ha
un punto debole, devi picchiare sempre lì. Per quanto sia forte, prima o poi
cede.
Avevo notato che le piaceva la cioccolata. Non era molto, ma
un piccolo punto debole. Una sera ho attraversato la città per andare in quella
pasticceria artigianale dove facevano dei cioccolatini con una crema
all’interno che solo a metterla sulla lingua avevi le allucinazioni di piacere.
Me ne sono presi un bel po’ e me li sono portati.
Il giorno dopo, ne ho portati tre in ufficio. Tutti e tre
seduti attorno al tavolo, mi sono rivolto verso di lei e gliene ho offerto
subito uno. Lei mi ha guardato, un po’
interdetta, forse pensando che per un bel po’ di giorni non l’ho assolutamente
calcolata (almeno lei pensava questo), ma poi ha sguainato il suo più bel
sorriso.
-
Thank you! – mi ha fatto prendendomi lentamente il
cioccolato dalla mano e guardandomi negli occhi. E questo non è niente, tesoro,
metti in bocca questa meraviglia e vediamo che succede.
-
Oh my god! – Diane chiuse gli occhi e assaporò per un
paio di minuti, d’orologio, quello che aveva in bocca.
La cioccolata aveva un effetto fantastico su di lei. Io ed
Enrico avevamo scoperto che dopo un cioccolatino, per un paio d’ore era
assolutamente tranquilla e sorridente, affabile. Quando rompeva un po’,
cioccolatino e via. L’unico problema è che consumava una bella quantità di
cioccolata e io dovevo spesso andare dal mio fornitore a fare scorta e quindi
attraversare tutta la città.
Ma ecco che forse questa poteva essere una bella occasione
per portarmela un po’ a spasso per la città.
Detto fatto. Una mattina le proposi di accompagnarmi il
pomeriggio a comprare i cioccolatini. Lei pareva non aspettasse altro. Mi sparò
una raffica di ok, that’s great, wonderful… che Enrico se la rideva sotto i
baffi.
Alle sei in punto uscimmo e prendemmo la metro. Lei indossava
una minigonna piuttosto aderente con il solito tacco e stava facendo impazzire il
mio ormone. Per guardarle il culo devo aspettare che si incamminasse davanti a
me, un po’ poco.
Fuori dal lavoro era proprio un’altra cosa, Diane. Con
quelle tre parole di italiano che si era imparata sapeva anche fare delle buone
imitazioni. L’imitazione di Enrico mi fa letteralmente sbellicare. Così feci
anche la sua imitazione di quando ha mangiato il primo cioccolatino e lei si
fece una risata talmente contagiosa che metà del vagone della metro iniziò a
ridere con lei. Stavamo andando alla grande!
Arrivammo dal mio spacciatore di cioccolata, che appena mi vide
sfoderò un sorrisone. Ad avercene di clienti come te, sembrava dirmi tra i
denti.
Dopo le presentazioni, dissi a lui, con un po’ di
ammiccamenti, che lei era innamorata dei suoi cioccolatini e avrei voluto qualcosa
di speciale per la serata. Lui capì al volo e sparì dietro al bancone. Dopo
pochi minuti riapparve con una bella confezione dei nostri cioccolatini
preferiti e una piccola confezione trasparente, con all’interno due
cioccolatini, uno celestino con scritto “il” e uno rosa con scritto “elle”.
Cosa è, un contraccettivo sotto forma di cioccolata, gli dissi scherzando.
Lui invece, con fare serio, mi spiegò il funzionamento di
quella confezione.
E non ero sono andato molto lontano con l’immaginazione. La
nascosi rapidamente e porsi a Diane un cioccolatino per distrarla.
La portai a cena e passammo una serata molto divertente, tra
un’imitazione ed un’altra. Finalmente, Diane si aprì un po’ e mi raccontò un po’
di lei, che aveva ormai trent’anni e le sarebbe piaciuto mettere su famiglia. Ma
visto il lavoro che faceva, un rapporto stabile non riesciva ad averlo e quindi
avrebbe voluto cambiare lavoro. Le chiesi se era fidanzata e lei mi disse che
ormai non lo era da tempo immemorabile, forse un paio d’anni. Anche io, le spiegai,
avevo problemi analoghi ai suoi ed ero alla ricerca di una donna speciale. O
che almeno, fosse appassionata di cioccolata.
2-Continua
lunedì 19 marzo 2012
Culi trovati in giro per la rete - Karen Del Castillo
Potevamo noi, e dico noi, quelli di Passione per il culo, farvi mancare l'elezione di Miss Reef 2012? Per chi non lo sapesse si tratta dell'elezione del più bel culo del mondo. Un concorso di bellezza dedicato ad una parte del corpo femminile che noi amiamo in modo particolare. Quest'anno la nostra beniamina è Karen Del Castillo. Controllare per credere la qualità del giudizio della giuria attraverso queste poche immagini della premiazione. E non si dica che noi non siamo per le novità. Quando le novità sono queste, non c'è motivo per ignorarle. Benvenuta nel nostro club, Karen. Credo che torneremo a trovarti!
domenica 18 marzo 2012
Diane 1 - La mia collega americana
Mi piace viaggiare per lavoro. Si viaggia in aereo, si alloggia nei migliori hotel e si incontra gente interessante. L’ultima volta che sono andato a Parigi è stato particolarmente divertente.
Sapevo che stava partendo un progetto che avrebbe coinvolto diverse divisioni. Che detto in linguaggio meno aziendale, si trattava di girare per l’Europa e lavorare con tante persone di tanti paesi diversi. In più ci sarebbero state persone provenienti anche dalla sede principale, cioè New York.
La collega che avrebbe lavorato con me e con Enrico era Diane. Ricordo ancora il giorno che ci siamo conosciuti. Io stavo litigando con Enrico per come far uscire una serie di dati dal sistema e abbiamo sentito dei tacchi che si avvicinavano. Si è aperta la porta ed è entrata. Noi ci siamo alzati in piedi per salutarla. Aveva un’abbigliamento comodo, da viaggio. Felpa, jeans e un bel tacco dodici che non guasta. Un metro e settantacinque abbondanti, capelli biondi legati e un bel paio di occhi verdi, incorniciati da un sorriso a centoventidue denti e una pioggia di lentiggini.
- Hi. Diane – fa lei, posando il bagaglio e allungando la mano verso di noi.
- Nice to meet you, Diane. I’m Marco and he is Enrico – le faccio io, stringendole la mano e guardandola fissa negli occhi.
Enrico, molto più sciolto di me con l’inglese, attacca a parlare di lavoro e lei annuisce, mentre io le faccio cenno di accomodarsi. Lei mi fa segno di aver capito, ma poi alza la mano destra con due dita dritte.
- Ok. Just a second. – fa lei. Aveva bisogno del bagno. Le indico la strada e lei rigrazia.
Poi si gira e si incammina. E finalmente capisco il motivo per cui si parla tanto di questa Diane.
La meraviglia che ondeggia davanti ai miei occhi allontanandosi spiega tutto e anche di più.
Diane ha un culo semplicemente fantastico. Piccolo e sodo, che sta su e ondeggia dolcemente cullato dai tacchi. Ricorda quello di Charlize Theron. Io sono un appassionato e certe cose non le dimentico.
A parte tutto, penso che sarà dura concentrarsi solo sul lavoro, questo mese.
1-Continua
La collega che avrebbe lavorato con me e con Enrico era Diane. Ricordo ancora il giorno che ci siamo conosciuti. Io stavo litigando con Enrico per come far uscire una serie di dati dal sistema e abbiamo sentito dei tacchi che si avvicinavano. Si è aperta la porta ed è entrata. Noi ci siamo alzati in piedi per salutarla. Aveva un’abbigliamento comodo, da viaggio. Felpa, jeans e un bel tacco dodici che non guasta. Un metro e settantacinque abbondanti, capelli biondi legati e un bel paio di occhi verdi, incorniciati da un sorriso a centoventidue denti e una pioggia di lentiggini.
- Hi. Diane – fa lei, posando il bagaglio e allungando la mano verso di noi.
- Nice to meet you, Diane. I’m Marco and he is Enrico – le faccio io, stringendole la mano e guardandola fissa negli occhi.
Enrico, molto più sciolto di me con l’inglese, attacca a parlare di lavoro e lei annuisce, mentre io le faccio cenno di accomodarsi. Lei mi fa segno di aver capito, ma poi alza la mano destra con due dita dritte.
- Ok. Just a second. – fa lei. Aveva bisogno del bagno. Le indico la strada e lei rigrazia.
Poi si gira e si incammina. E finalmente capisco il motivo per cui si parla tanto di questa Diane.
La meraviglia che ondeggia davanti ai miei occhi allontanandosi spiega tutto e anche di più.
Diane ha un culo semplicemente fantastico. Piccolo e sodo, che sta su e ondeggia dolcemente cullato dai tacchi. Ricorda quello di Charlize Theron. Io sono un appassionato e certe cose non le dimentico.
A parte tutto, penso che sarà dura concentrarsi solo sul lavoro, questo mese.
1-Continua
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