Che vi devo dire? A me Michela Roth piace tanto. Ma che dico? Mi fa impazzire! Sarà lo sguardo, sarà il sorriso, oppure sarà solo quello splendido culo, o come dicono i più, quello splendido "lato B".... Insomma, soamo qui a parlare ancora della mitica maestra aggiungendo un'altra puntata alla rubrica "una maestra e il suo culo" che è giunta alla terza puntata.
Se non lo ricordate, Michela è la maestra più famosa d'Italia e il motivo della sua fama non rientra nei canonici meriti didattici, ma lei qui da noi è famosa perchè qualche genitore di qualche suo alunno ha trovato le sue foto sulla rete presa, diciamo, di ...ehm... di spalle.
Un animaletto domestico, docile, obbediente. Il suo sorriso si intravede dall’alto di un paio di jeans a vita bassa, oppure dal basso di una gonna spiritosa. Quando esce al guinzaglio della sua padroncina tutti l’ammirano per quello che è. Una meraviglia della natura, i due emisferi delle vecchie carte geografiche della scuola della nostra infanzia, due mondi che si abbracciano e si strofinano. Come la luna è la nostra compagna nelle notti insonni d’estate, così queste lune gemelle sono il pianeta attorno al quale noi satelliti mortali sognamo di appartenere, ogni volta che le vediamo discendere e risalire, ora una, ora l’altra, che giocano con la nostra fantasia e il nostro desiderio. Ma ci dobbiamo accontentare di ruotargli attorno, anche per l’eternità. Una torta alla panna, che ci ondeggia davanti agli occhi e che un paio di tacchi a spillo strappa via dal nostro respiro mozzato.
mercoledì 4 aprile 2012
martedì 3 aprile 2012
Amiche di Passione per il culo - Ebonygiuliet
E allora! Eccoci qua a presentarvi una nuova amica di questo strepitoso blog dedicato alla più grande e fantastica parte del corpo femminile. L'amica in questione si chiama Ebonygiuliet e come potete vedere anche senza ulteriori spiegazioni ha un bel viso, regolare, con dei lineamenti piuttosto marcati. Ma mi sembra che tutto sommato possiamo inserire questa faccia nella lista di quelle da non dimenticare.
Non siete d'accordo? Al posto vostro la contatterei. Basta cliccare QUI e mandarle un messaggio. Siate carini e lei sarà molto contenta di conoscervi. In fondo, non si può dire che la sua parte migliore bisogna scoprirla. Almeno non più di così!
Non siete d'accordo? Al posto vostro la contatterei. Basta cliccare QUI e mandarle un messaggio. Siate carini e lei sarà molto contenta di conoscervi. In fondo, non si può dire che la sua parte migliore bisogna scoprirla. Almeno non più di così!
lunedì 2 aprile 2012
Chiara 3 - L'amica di mia figlia
Mentre mi baciava ondeggiava con tutto il corpo, in preda ad
ondate di eccitazione. Erano anni che non vedevo una donna eccitata in quel
modo. In effetti a vent’anni la passione brucia nel vero senso della parola.
Mi infilò una mano dei pantaloncini, dove il mio amico
sembrò dire “finalmente qualcuno pensa anche a me” ed incominciò a mastrurbarmi
lentamente, mentre aveva preso a baciarmi dietro le orecchie.
A quel punto mi alzai in piedi e questo gesto fece cadere i
pantaloncini per terra, lasciando il mio membro all’altezza della faccia di
Chiara, che approfittò della situazione.
Gemeva di passione mentre provvedeva al mio amico, come una
bambina alle prese con il suo gelato preferito. Decisi di darle un po’ di soddisfazione.
La portai davanti alla finestra e le chiesi se potevo farle
delle foto, specialmente al suo fantastico culo. Lei sorrise soddisfatta,
avendo ben capito da tempo quale era la parte del suo corpo che preferivo. Lei
si spogliò e rimase in tanga e reggiseno, mettendo in mostra un culo
semplicemente perfetto, un mappamodo spaccato a metà, sorretto da due cosce
muscolose e perfette. Ero eccitato da impazzire e non la feci aspettare molto.
La feci sdraiare a gambe larghe sul letto ed iniziai a
baciarle la schiena, poi a scendere, fino in mezzo al mappamondo e al buchetto
posteriore, leccando dolcemente e stimolandola con un ditino.
Lei pretendeva la penetrazione, non ce la faceva più, aveva
dei tremori inusitati ogni volta che avvicinavo il dito alla sua micetta.
Decisi quindi di soddisfarla. Le presi il bacino e la misi
in ginocchio davanti a me. Iniziai a penetrarla. Come ogni giovane donna non
ancora diventata mamma la sua vagina era molto stretta, seppur elastica e
dovetti procedere lentamente, cercando di lubrificarla il più possibile. Alla
fine le diedi un colpo fino in fondo e lei emise un urlo strozzato e abbassò la
testa fino ad immergerla nel cuscino.
Io le presi le spalle e la rialzai, mettendole la mano
destra sul davanti, prima sul seno e poi a scendere, dandole ogni tanto un
colpetto per non farle scendere l’eccitazione.
Dopo poco, accecato dall’eccitazione, le presi i capelli e
me li girai attorno al polso, a mo’ di briglia e glieli tirai. Lei mi disse “scopami,
ora! Non ce la faccio più, per favore!”
Fu come dare fuoco alle polveri. Iniziai a pompare e a
tirarla per i capelli e lei urlava sempre più forte, fino ad esplodere in un urlo straziante,
accompagnato da un tremore irrefrenabile e da una pioggia di umori tale da
inzuppare tutto il letto.
Per la miseria! Non avevo mai visto un orgasmo così
devastante!
domenica 1 aprile 2012
Culi trovati in giro per la rete - Verso la perfezione 2
La ricerca continua. Noi poveri esploratori delle rotondità femminili continuiamo a scrutare la rete, in attesa di trovare il culo perfetto, fantastico, incommensurabile, rotondo, tosto ma morbido, sensuale, eccetera eccetera...
Nel frattempo, ci godiamo questi splendidi panorami collinari, con il rischio che il nostro povero cuore non regga e che il nostro respiro non riprenda in tempo per farci continuare a vivere!
Giudicate un po' voi!
Nel frattempo, ci godiamo questi splendidi panorami collinari, con il rischio che il nostro povero cuore non regga e che il nostro respiro non riprenda in tempo per farci continuare a vivere!
Giudicate un po' voi!
Chiara 2 - L'amica di mia figlia
Così continuo a fare le mie cose al computer, guardando
schermo e tastiera, sperando che lei desista dalle sue intenzioni. Suvvia, è
poco più che una ragazzina e certe cose non si fanno.
-
Lo sai che stanotte ti ho sognato Marco?
-
Ah si – faccio io, facendo l’indifferente – deve essere
stato un incubo, immagino. Hai mangiato pesante ieri sera?
-
Se sapessi… – mi fa lei, lasciando la frase a metà
-
Se sapessi cosa?
-
Se sapessi cosa facevi nel sogno – mi fa lei –facevi un
sacco di cose.
-
Che cose?
-
Cose carine.
-
Mah – faccio io – non credo che io faccio cose carine,
in genere faccio cose normali
-
Infatti, era un sogno, purtroppo tu fai solo cose
normali.
Questa frase mi colpì. Perché purtroppo? Fermai la mia mano
e mi girai lentamente verso di lei.
-
Perché purtroppo? – le ripetei la domanda fatta a me
stesso
-
Non lo so – fa lei – io ti ho sempre visto come l’uomo
che sa sempre quello che vuole, che si getta tra le fiamme, Valentina ha sempre
detto che il suo uomo dovrà essere come te… insomma, a confronto con gli altri
uomini che conosco tu sei un vero uomo e mi piacerebbe che…
Lei abbassò lo sguardo, ammutolita. Io, del tutto preso dal
suo discorso, le misi la mano sotto il mento e le alzai il viso verso di me.
-
Vediamo un po’, che cosa ti piacerebbe che io facessi?
– le feci io, con un tono paterno
-
Dovresti, diciamo essere un po’ più… insomma Marco, io
sono cotta di te!
Silenzio. E ora che si fa? Non volevo ferire i suoi
sentimenti. E così cercai di prendere tempo. Cominciai a carezzarla e a
scherzare un po’ sulla cosa. Poi dopo un po’ di risate, mi feci serio.
-
Chiara, vedi, tra me e te c’è un abisso. Tu sei una
ragazza giovane e bellissima, io un uomo attempato, che ormai comincia a
guardare la vita facendo dei bilanci. Non si può iniziare una storia con questi
presupposti! E poi che dici a Valentina?
-
A me non importa nulla che tu sia un uomo così grande.
Io ti amo e basta. A me sono sempre piaciuti gli uomini più grandi. Fino
all’anno scorso stavo con uno stronzo, che era anche sposato… poi mi ha detto
che tra la moglie e me avrebbe preferito la moglie. E ora sono di nuovo sola
-
Vedi che succede? – le feci io, avendo un appiglio per
tirarmi fuori dal pantano nel quale mi stavo cacciando – come fai ad
innamorarti di un uomo più grande? Non c’è verso di andare avanti!
-
Ma tu non sei sposato – mi fa lei, sorridendo – e poi
io non voglio stare con te per tutta la vita. Io poi mi accontenterei di poco.
Ecco, l’offerta era lì. Toccava a me andarla a vedere.
-
Cosa dovrei fare allora? Cosa è questa piccola cosa che
vuoi?
2 - Continua
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