Un animaletto domestico, docile, obbediente. Il suo sorriso si intravede dall’alto di un paio di jeans a vita bassa, oppure dal basso di una gonna spiritosa. Quando esce al guinzaglio della sua padroncina tutti l’ammirano per quello che è. Una meraviglia della natura, i due emisferi delle vecchie carte geografiche della scuola della nostra infanzia, due mondi che si abbracciano e si strofinano. Come la luna è la nostra compagna nelle notti insonni d’estate, così queste lune gemelle sono il pianeta attorno al quale noi satelliti mortali sognamo di appartenere, ogni volta che le vediamo discendere e risalire, ora una, ora l’altra, che giocano con la nostra fantasia e il nostro desiderio. Ma ci dobbiamo accontentare di ruotargli attorno, anche per l’eternità. Una torta alla panna, che ci ondeggia davanti agli occhi e che un paio di tacchi a spillo strappa via dal nostro respiro mozzato.
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venerdì 20 aprile 2012

Michela Roth 5 - Una maestra e il cuo culo


La nostra amica Michela Roth è nei guai. Il culo più fantastico del web, meglio di Belen Rodriguez, meglio di Raffaella Fico ha dei problemi con il suo lavoro principale, che è quello di maestra.
Il clamore suscitato dalla sua vicenda ha scatenato una serie di controlli a tappeto sulla struttura di baby-sitting creato dalla nostra eroina, portandolo fino alla chiusura.

Dalla pagina Facebook di Michela si legge:

"Cosa è il servizio di baby-sitting? è un servizio alle famiglie, come servizio alternativo all'asilo nido tradizionale combatte la disoccupazione, creando nuovi posti di lavoro a tutte quelle maestre,personale educatore disoccupate, disposte a mettersi in gioco come tagesmutter/ baby-sitter specializzate. Vorrei sottolineare che il servizio da me ideato è un servizio fortemente innovativo e quindi non può essere ricondotto ad una normativa nazionale di riferimento. 
É un servizio di baby-sitting come tanti sul territorio del Castello di Serravalle, soltanto che, oltre ad essere specializzato e regolarmente iscritto all'Agenzia delle Entrate, è dedicato a più bambini contemporaneamente ;così si abbattono i prezzi e permette alle famiglie di usufruire di una baby-sitter anche in un periodo di crisi come questo; così le mamme possono andare a lavoro anche se per poche ore, oppure a turni alterni. 
La direttiva regionale dell'Emilia Romagna 1/2000 nella Premessa precisa "....le baby sitters, alle quali le famiglie, per propria scelta, si rivolgono privatamente stabilendo con esse, sulla base di accordi privati, le modalità delle prestazioni, senza alcun obbligo di rispettare particolari requisiti nei confronti del sistema pubblico, né sostegno economico da parte dello stesso" Da questo si evince chiaramente che per l’esercizio dell’attività di baby sitter da me svolto non è necessario che io richieda autorizzazioni: è sufficiente l’accordo tra me e le famiglie relativamente alla modalità delle prestazioni da me eseguite in libera professione, con regolare emissione di fatture. 
Il servizio è stato chiuso, perchè il Comune ha dichiarato pubblicamente che il servizio di BABY-SITTING non pò esistere. anche se ho riportato tutti i parametri di legge nel merito! abbiamo lasciato in strada 10 famiglie e 5 ( tre maestre +2 tate)operatori scolastici!"

In compenso, Michela ha appena ricevuto varie offerte dal mondo dello spettacolo. E lei per ora è solo molto amareggiata e non vuole pensarci. Certo che in nostro si conferma come il paese in cui è più facile entrare nel mondo dello spettacolo che fare altro!


sabato 14 aprile 2012

Melody Thornton - Che bel culo!

Cosa mi metto stasera? Il solito abitino con la gonna corta e un paio di stivali da urlo? Oppure mi vesto come una suorina?
Insomma siamo al solito dilemma morettiano. Mi si nota di più se mi faccio notare o mi si nota di più se faccio di tutto per non farmi notare?
Se questi sono i vostri dilemmi quando siete alle prese su quello che dovete mettervi per una serata importante, potete prendere esempio dalla carissima Melody Thornton.
Per chi non la conoscesse Melody Thornton è una ex componente del mitico gruppo delle Pussycat Dolls, famosissime qualche anno fa non tanto per l qualità della musica che proponevano quanto per le notevolissime grazie mostrate in abbondanza dalle appartenenti al gruppo.
La nostra Melody Thornton ha partecipato alla serata "Elle's Women In Music", dedicata alle più famose star musicali statunitensi. E come potete vedere, ha risolto brillantemente il dilemma, indossando un non-vestito, completamente trasparente, sia davanti che dietro.
In questa foto, Melody Thornton mostra al nostro sguardo uno splendido culo, mirabilmente proporzionato, che merita quindi di passare agli annali del nostro blog.

mercoledì 11 aprile 2012

Michela Roth 4 - Una maestra ed il suo culo

Tutto questo blog rappresenta una grande passione. Ma c'è una passione più passione delle altre.
E' quella che abbiamo per la maestra-modella Michela Roth, che non finisce mai di stupirci, pubblicando in rete sempre nuove foto, sempre più belle e sexy.
Ovviamente, noi selezioniamo quella dove la parte migliore della nostra eroina spicca in maniera particolare.
Prego notare la perfezione quasi sfacciata dei glutei di Michela Roth. Da competizione assoluta, in grado di competere senza timore con calibri del livello di Belen Rodriguez o Raffaella Fico. Con la differenza, non trascurabile, che Michela Roth si avvicina ai quaranta e ha anche un figlio.

E scusate se è poco.

Michela, restiamo qui in attesa. Stupiscici ancora!

mercoledì 4 aprile 2012

Michela Roth 3 - Una maestra e il suo culo

Che vi devo dire? A me Michela Roth piace tanto. Ma che dico? Mi fa impazzire! Sarà lo sguardo, sarà il sorriso, oppure sarà solo quello splendido culo, o come dicono i più, quello splendido "lato B".... Insomma, soamo qui a parlare ancora della mitica maestra aggiungendo un'altra puntata alla rubrica "una maestra e il suo culo" che è giunta alla terza puntata.

Se non lo ricordate, Michela è la maestra più famosa d'Italia e il motivo della sua fama non rientra nei canonici meriti didattici, ma lei qui da noi è famosa perchè qualche genitore di qualche suo alunno ha trovato le sue foto sulla rete presa, diciamo, di ...ehm... di spalle.

mercoledì 28 marzo 2012

Culi trovati in giro per la rete - Kate Upton

Girano e rigirando abbiamo trovato una delle modelle più in voga del momento. E come non capire tutta questa passione per questa specie di fata bionda made in USA, già donna copertina di Sports Illustrated, la rivista più famosa da quelle parti, non tanto per lo sport di cui si parla all'interno, quanto per signorine che occhieggiano dalle sue pagine.
D'altrone, noi modesti analisti del culo delle signorine che ci si parano davanti non facciamo altro che guardare e registrare.
E qui, cari miei, è un gran bel registrare, non vi pare?
        

lunedì 26 marzo 2012

Michela Roth 2 - Una maestra e il suo culo

Ormai gli aggiornamenti su Michela Roth sono continui e stiamo seriamente peensando di creare una rubrica apposita.
Anzi, visto che questo è un aggiornamento, questa E' GIA' una rubrica!
Michela è la maestra più famosa d'Italia e il motivo della sua fama non rientra nei canonici meriti didattici, ma lei è famosa perchè qualche genitore di qualche suo alunno ha trovato le sue foto sulla rete presa, diciamo, di culo... ehm... di spalle.

Nonostante le proteste di molti genitori, Michela Roth si è difesa da par suo, dicendo che lei fa come secondo lavoro la modella (solo in estate, ha precisato) e praticamente solo in America, paese di cui è originaria.
E il suo curriculum d'altronde è lo dimostra in maniera inequivocabile.

Suvvia, sono sicuro che se anche voi doveste scoprire che la maestra di vostro figlio è così fareste il diavolo a quattro per mandarla via, sono proprio certo.
Proprio proprio. SI SI!

 

venerdì 23 marzo 2012

Diane 3 - Due assieme è meglio di uno

La serata si era fatta a mano a mano più piacevole per entrambi. Io cominciavo a farle complimenti sempre più audaci e lei sembrava gradire alquanto. Dopo l’ultimo bicchiere di borgogna lei ormai era cotta al punto giusto e decisi di provare l’affondo.
-          - Ho un regalo per te - le dissi
Lei ovviamente mi chiese di cosa si trattasse ma io la tenni sulle corde.
-         - E’ un regalo un po’ speciale, che vorrei darti in un posto diverso da questo – le dissi guardandomi in giro
-          -Veramente? Dai dimmi cosa è!
-          -Niente da fare – feci io duro – paghiamo e usciamo, poi vedrai di che si tratta.
E così ci incamminammo per i viali di Parigi, verso la metro. Ormai tra noi c’era un bel feeling e camminavamo mano nella mano.
Lei mi chiese di accompagnarla a casa. Veniva spesso da quelle parti lei e sapeva come affittare una casa a poco prezzo.
Salimmo al quarto piano e lei si fermò davanti la porta, appoggiandosi di schiena.
-          Vuoi entrare? – mi fece lei.
-          Direi di si – feci io – devo darti il regalo.
Entrammo e ci sedemmo sul divanetto vicino alla televisione. Lei si mise in attesa, sciogliendo e riannodando la lunga coda bionda con un sorriso abbastanza esplicito.
Io, con naturalezza, estrassi il pacchettino dal giaccone e glielo porsi.
Lei guardò il pacchetto, poi guardò me. Come per dire, chissà che mi credevo fosse questo regalo, e comunque era sempre meglio se mi mettevi subito le mani addosso.
Io con molta calma le spiegai il funzionamento di quel regalo. Lei avrebbe dovuto mettere in bocca il cioccolatino con scritto “elle” e io il cioccolatino con scritto “il”. Poi, senza ingoiare, avremmo dovuto baciarci. La combinazione dei due sapori sarebbe stata fantastica.
Lei fece un’altra bella risata fragorosa, sollevata. Si fa roba, finalmente, avrà pensato.
Prese delicatamente il suo cioccolatino e lo mise tutto in bocca, chiudendo gli occhi. Io misi in bocca rapidamente il mio e la tirai verso di me, baciandola avidamente.
Devo dire che quel diavolo di pasticcere era veramente un mago della cioccolata. La combinazione tra la cioccolata bianca contenuta nel suo ed il fondente contenuto nel mio fecero in modo che le nostre lingue cercassero avidamente di assaporare tutto quel ben di dio, restando a massaggiarsi per un bel po’ di minuti. Fino a che la mia mano si allungò sul suo tostissimo culo americano.
Iniziai a scendere sul collo e a sbottonarle la camicetta. Lei era eccitata in modo incredibile e scattava come un puma ad ogni bacio. Quando iniziai a leccarle l'aureola dei capezzoli lei mi tolse la faccia e mi spinse dall’altra parte del divano, avventandosi come una furia sui miei pantaloni.
Mi slacciò rapidamente tutto e iniziò a baciare il mio amico, ben contento di quelle attenzioni al gusto di cioccolata.
Dopo un po’ mi prese la mano e mi portò nella sua camera. Io mi sdraiai sul letto e lei iniziò a spogliarsi lentamente, fino a restare in perizoma. Iniziò a fare una danza lenta e sensuale davanti allo specchio, così decidetti di non farmi scappare l’occasione.
-          Posso farti una foto? – le chiesi, quasi supplicandola.
Lei alzò le spalle, come per dire fai pure. E le feci un po’ di foto.
Mi salì addosso e mi sdraiò, infilandosi rapidamente quanto doveva nel posto giusto. Fu una cavalcata memorabile, con la sua coda sballonzolante e il suo seno quasi immobile, legato nel sobbalzare al resto del corpo.
Venne dopo pochi secondi, con un orgasmo violento che le provocò forti tremori, fino quasi a farla piangere dal piacere. Che roba, ragazzi.
Approfittando del momento, la presi e la girai, mettendola in ginocchio davanti a me. Le presi con la destra la coda e con la sinistra le pizzicavo il culo, ritmicamente. Devo dire che tra yeah, oh my god, babe, mi sembrava di essere il protagonista di un porno e questo mi eccitava ancora di più.
Venimmo insieme e io, per non essere da meno del suo strepitoso orgasmo, mi lasciai andare a qualche bel gemito di gradimento.
Facemmo l’amore ancora per un paio d’ore intensamente, poi ci addormentammo entrambi, rilassati.
Il giorno dopo era sabato e nessuno lavorava. Enrico era in giro con la moglie che era venuto a trovarlo e io mi svegliai nel letto di Diane. Ma lei non c’era.
Mi alzai per cercarla. E lei invece era in cucina. Si era infilato un bel perizomino rosso e mi stava preparando una bella sostanziosa colazione stile english breakfast, con tanto di uova e pancetta. Le feci un’altra foto e apprezzai molto sia la colazione che ovviamente il resto del weekend.
Fu un un piacere lavorare quel mese a Parigi. Davvero davvero.

martedì 20 marzo 2012

Diane 2 - I cioccolatini

Sul lavoro era una tosta, Diane. Sempre concentrata, sempre tutto sotto controllo. Se c’è un problema da qualche parte, si fa in quattro per risolverlo. Poi è sempre lì a spronare tutti a concentrarsi e a lavorare bene. Insomma, una brava ragazza, ma anche una bella rompipalle!

-          Secondo me gli manca qualcosa – mi dice Enrico alla macchinetta del caffè.
-          Lo penso anche io – gli dico ammiccando.
-          Sai se questa ti prende? Ti gira e ti rigira come un calzino! – mi fa lui scoppiando a ridere.

Io invece non l’ascoltavo più. Avevo cominciato a pensare a questa cosa e, come sempre, la curiosità mi iniziava a divorare. Chissà cosa ti faceva lei se veramente ti avesse messo le mani addosso.
Enrico mi conosceva abbastanza bene e sapeva che poi alla fine io ci provavo sempre. Non sono mai stato uno che ci provava con tutte,  come sempre devo capire dall’altra parte se c’è terreno fertile. Non mi piacciono i due di picche né le perdite di tempo.
Come insegnano nelle scuole di pugilato, se l’avversario ha un punto debole, devi picchiare sempre lì. Per quanto sia forte, prima o poi cede.
Avevo notato che le piaceva la cioccolata. Non era molto, ma un piccolo punto debole. Una sera ho attraversato la città per andare in quella pasticceria artigianale dove facevano dei cioccolatini con una crema all’interno che solo a metterla sulla lingua avevi le allucinazioni di piacere. Me ne sono presi un bel po’ e me li sono portati.
Il giorno dopo, ne ho portati tre in ufficio. Tutti e tre seduti attorno al tavolo, mi sono rivolto verso di lei e gliene ho offerto subito uno.  Lei mi ha guardato, un po’ interdetta, forse pensando che per un bel po’ di giorni non l’ho assolutamente calcolata (almeno lei pensava questo), ma poi ha sguainato il suo più bel sorriso.

-          Thank you! – mi ha fatto prendendomi lentamente il cioccolato dalla mano e guardandomi negli occhi. E questo non è niente, tesoro, metti in bocca questa meraviglia e vediamo che succede.
-          Oh my god! – Diane chiuse gli occhi e assaporò per un paio di minuti, d’orologio, quello che aveva in bocca.

La cioccolata aveva un effetto fantastico su di lei. Io ed Enrico avevamo scoperto che dopo un cioccolatino, per un paio d’ore era assolutamente tranquilla e sorridente, affabile. Quando rompeva un po’, cioccolatino e via. L’unico problema è che consumava una bella quantità di cioccolata e io dovevo spesso andare dal mio fornitore a fare scorta e quindi attraversare tutta la città.
Ma ecco che forse questa poteva essere una bella occasione per portarmela un po’ a spasso per la città.
Detto fatto. Una mattina le proposi di accompagnarmi il pomeriggio a comprare i cioccolatini. Lei pareva non aspettasse altro. Mi sparò una raffica di ok, that’s great, wonderful… che Enrico se la rideva sotto i baffi.
Alle sei in punto uscimmo e prendemmo la metro. Lei indossava una minigonna piuttosto aderente con il solito tacco e stava facendo impazzire il mio ormone. Per guardarle il culo devo aspettare che si incamminasse davanti a me, un po’ poco.
Fuori dal lavoro era proprio un’altra cosa, Diane. Con quelle tre parole di italiano che si era imparata sapeva anche fare delle buone imitazioni. L’imitazione di Enrico mi fa letteralmente sbellicare. Così feci anche la sua imitazione di quando ha mangiato il primo cioccolatino e lei si fece una risata talmente contagiosa che metà del vagone della metro iniziò a ridere con lei. Stavamo andando alla grande!
Arrivammo dal mio spacciatore di cioccolata, che appena mi vide sfoderò un sorrisone. Ad avercene di clienti come te, sembrava dirmi tra i denti.
Dopo le presentazioni, dissi a lui, con un po’ di ammiccamenti, che lei era innamorata dei suoi cioccolatini e avrei voluto qualcosa di speciale per la serata. Lui capì al volo e sparì dietro al bancone. Dopo pochi minuti riapparve con una bella confezione dei nostri cioccolatini preferiti e una piccola confezione trasparente, con all’interno due cioccolatini, uno celestino con scritto “il” e uno rosa con scritto “elle”. Cosa è, un contraccettivo sotto forma di cioccolata, gli dissi scherzando.
Lui invece, con fare serio, mi spiegò il funzionamento di quella confezione.
E non ero sono andato molto lontano con l’immaginazione. La nascosi rapidamente e porsi a Diane un cioccolatino per distrarla.
La portai a cena e passammo una serata molto divertente, tra un’imitazione ed un’altra. Finalmente, Diane si aprì un po’ e mi raccontò un po’ di lei, che aveva ormai trent’anni e le sarebbe piaciuto mettere su famiglia. Ma visto il lavoro che faceva, un rapporto stabile non riesciva ad averlo e quindi avrebbe voluto cambiare lavoro. Le chiesi se era fidanzata e lei mi disse che ormai non lo era da tempo immemorabile, forse un paio d’anni. Anche io, le spiegai, avevo problemi analoghi ai suoi ed ero alla ricerca di una donna speciale. O che almeno, fosse appassionata di cioccolata.
A questa battuta lei, complice il borgogna, scoppiò nella sua risata che presto contagiò i tavoli vicini. Mi stavo innamorando?

2-Continua

domenica 18 marzo 2012

Diane 1 - La mia collega americana

Mi piace viaggiare per lavoro. Si viaggia in aereo, si alloggia nei migliori hotel e si incontra gente interessante. L’ultima volta che sono andato a Parigi è stato particolarmente divertente. Sapevo che stava partendo un progetto che avrebbe coinvolto diverse divisioni. Che detto in linguaggio meno aziendale, si trattava di girare per l’Europa e lavorare con tante persone di tanti paesi diversi. In più ci sarebbero state persone provenienti anche dalla sede principale, cioè New York.
La collega che avrebbe lavorato con me e con Enrico era Diane. Ricordo ancora il giorno che ci siamo conosciuti. Io stavo litigando con Enrico per come far uscire una serie di dati dal sistema e abbiamo sentito dei tacchi che si avvicinavano. Si è aperta la porta ed è entrata. Noi ci siamo alzati in piedi per salutarla. Aveva un’abbigliamento comodo, da viaggio. Felpa, jeans e un bel tacco dodici che non guasta. Un metro e settantacinque abbondanti, capelli biondi legati e un bel paio di occhi verdi, incorniciati da un sorriso a centoventidue denti e una pioggia di lentiggini.
 - Hi. Diane – fa lei, posando il bagaglio e allungando la mano verso di noi.
- Nice to meet you, Diane. I’m Marco and he is Enrico – le faccio io, stringendole la mano e guardandola fissa negli occhi.
 Enrico, molto più sciolto di me con l’inglese, attacca a parlare di lavoro e lei annuisce, mentre io le faccio cenno di accomodarsi. Lei mi fa segno di aver capito, ma poi alza la mano destra con due dita dritte.
 - Ok. Just a second. – fa lei. Aveva bisogno del bagno. Le indico la strada e lei rigrazia.
Poi si gira e si incammina. E finalmente capisco il motivo per cui si parla tanto di questa Diane.
La meraviglia che ondeggia davanti ai miei occhi allontanandosi spiega tutto e anche di più.
Diane ha un culo semplicemente fantastico. Piccolo e sodo, che sta su e ondeggia dolcemente cullato dai tacchi.  Ricorda quello di Charlize Theron. Io sono un appassionato e certe cose non le dimentico.
A parte tutto, penso che sarà dura concentrarsi solo sul lavoro, questo mese.

1-Continua